Da "Dracula" a "The Monk", tutti i punti chiave che caratterizzano i romanzi gotici

a cura di John Bowen

traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

Il castello del Conte Dracula dalla copertina della tredicesima edizione del romanzo (1919) - Immagine in pubblico dominio, fonte The British Library

Il castello del Conte Dracula dalla copertina della tredicesima edizione del romanzo (1919).

Il Gotico è un genere letterario, moderno per caratteristiche. La parola "genere" deriva dal latino genus che significa "tipo". Quindi chiedersi a quale genere appartiene un testo, equivale a chiedersi quale tipo di testo esso sia. Un genere non è come una scatola in cui un gruppo di testi può essere accuratamente riposto e ordinato con sicurezza; non c'è alcuna essenza o singolo elemento che appartiene a tutti i testi gotici. Il Gotico è più una famiglia di testi o storie. I membri della famiglia non hanno lo stesso aspetto e non necessariamente hanno un singolo tratto in comune, ma hanno caratteristiche, motivi e tratti sovrapponibili. Il genere gotico è una famiglia di testi particolarmente strani e perversi che a loro volta sono pieni di altre strane famiglie, caratterizzate da scene di stupro e incesto, e circondate da membri illegittimi, incerti o marginali. Non è mai chiaro a sufficienza cosa sia o non sia un membro legittimo dell'ormai gigantesca famiglia del Gotico, fatta non solo di romanzi, poemi e storie, ma anche di film, musica, videogiochi, opere teatrali, fumetti e moda, tutti appartenenti - e non completamente appartenenti - al medesimo genere. Essi hanno comunque alcuni importati tratti in comune.

Strani luoghi

È usuale per i personaggi della narrativa gotica ritrovarsi in strani luoghi; un altrove differente e misterioso. È spesso minaccioso o violento, qualche volta sessualmente attraente, spesso una prigione. In Dracula di Bram Stoker (1897), Jonathan Harker, un giovane impiegato presso un avvocato, improvvisamente si trova intrappolato nel castello di Dracula. Quella scena avviene nell'Europa centrale, ma spesso, nella narrativa gotica classica - per esempio nei romanzi di Ann Radcliffe - accade nella distante, isolata e misteriosa Europa meridionale; tuttavia può succedere altrettanto facilmente in luoghi come la Satis House in Great Expectations, una decadente magione giusto dietro l'angolo di una qualunque strada.

Periodi temporali conflittuali

Come i luoghi sono spesso misteriosi, perduti, segreti nella narrativa gotica, così lo sono anche i suoi tempi caratteristici. Le opere gotiche spesso sono ambientate in momenti di transizione (tra il periodo medievale e il Rinascimento, per esempio) o mettono in contatto tempi completamente differenti. C'è una forte opposizione (ma anche una misteriosa affinità) nel Gotico tra il moderno e l'antico o l'arcaico, come se tutto ciò che i personaggi e i lettori pensassero di essersi lasciati alle spalle ritornasse per vendicarsi.

Sigmund Freud scrisse un celebrato saggio su "Il Perturbante" (1919) che fu da lui definito come "quella classe dello spaventoso riconducibile a ciò che è conosciuto e particolarmente familiare" (nota 1). I romanzi gotici sono pieni di tali effetti perturbanti, simultaneamente spaventevoli, insoliti eppure ancora stranamente familiari. Un passato che dovrebbe essere finito e compiuto che improvvisamente emerge nel presente e lo sconvolge. Questa è una delle ragioni per cui il Gotico ama la tecnologia moderna tanto quanto i fantasmi. Un fantasma è qualcosa appartenente al passato che è fuori dal proprio tempo e spazio e che porta con sé una richiesta, una maledizione o una supplica. I fantasmi, come le opere gotiche, distruggono il nostro senso di ciò che è presente e di ciò che è passato, ciò che è antico e ciò che è moderno, motivo per cui un romanzo come Dracula è pieno tanto di tecnologia moderna per il suo tempo - macchine da scrivere, stenografia, registratori vocali - quanto di vampiri, distruzione e morte.

Potere e coercizione

Il mondo gotico è affascinato dalle differenze violente di potere e le sue storie sono piene di coercizione, trappole e azioni forzate. Scene di estrema minaccia e isolamento - sia fisico sia psicologico - accadono sempre o sono sul punto di accadere. Una giovane donna in pericolo come l'orfana Emily St. Aubert de The Mysteries of Udolpho (1794) di Ann Radcliffe o Lucy Westenra in Dracula, è spesso al centro della narrativa gotica. Contro tali donne vulnerabili sono posti grandi criminali o trasgressori, come il malvagio Montoni in The Mysteries of Udolpho o il Conte Dracula. Maledetti, osceni o satanici, essi sembrano capaci di violare norme, leggi e tabù a volontà. La differenza sessuale è quindi il cuore del Gotico e le sue trame sono spesso guidate dall'esplorazione delle questioni del desiderio sessuale, del piacere, del potere e del dolore. Possiede una libertà, che altra narrativa molto più realistica non ha, di parlare dell'erotismo, in particolare della sessualità illegittima e trasgressiva, ed è pieno di desiderio omosessuale, perversione, ossessione, voyeurismo e violenza sessuale. A volte, come in The Monk (1796) di Matthew Lewis, il Gotico si può avvicinare alla pornografia.

Lo scandaloso romanzo gotico "The Monk" di Matthew Lewis, in una versione del 1818 - Immagine in pubblico dominio, fonte The British Library.

Lo scandaloso romanzo gotico "The Monk" di Matthew Lewis, in una versione del 1818.

Terrore contro orrore

Perché i lettori provano tanto piacere nelle descrizioni fatte nel Gotico di eventi spaventosi e orribili, e ci potrebbe essere qualcosa di sbagliato o immorale nel provarlo? La pionieristica romanziera gotica Ann Radcliffe fu particolarmente turbata da queste domande e nel tentativo di dare delle risposte, fece un'importante distinzione tra "terrore" e "orrore". Il terrore, che riteneva caratterizzasse il suo lavoro, poteva essere moralmente edificante. Non mostra esplicitamente cose raccapriccianti, ma le suggerisce solamente. Ciò, pensava, "espande l'anima" dei lettori delle sue opere e li aiuta a essere più vigili verso cose al di là della vita quotidiana e della loro comprensione.

L'orrore, al contrario, argomentava Radcliffe, "raggela e quasi annichilisce" i sensi dei suoi lettori perché mostra cose atroci troppo esplicitamente (nota 2). Ciò è moralmente pericoloso e produce il tipo sbagliato di eccitazione nel lettore. Laddove c'è il timore o la prospettiva di un'aggressione sessuale o di uno stupro in un romanzo della Radcliffe, si trova invece una descrizione esplicita di tali scene in The Monk. Il terrore, che può essere moralmente buono, caratterizza i primi; l'orrore, che è moralmente cattivo, il secondo. Il terrore per Radcliffe concerne l'esperienza psicologica di essere pieni di timore e paura, e perciò di riconoscere i limiti umani; l'orrore, invece, si focalizza sul tema orrifico o sull'evento stesso, essenzialmente danneggiando o limitando le conseguenze (N.d.T. Di riprovazione verso l'evento) per lo stato mentale del lettore.

Un mondo di dubbi

Il Gotico è quindi un mondo di dubbi, in particolare verso il sovrannaturale e lo spirituale. Cerca di creare nelle nostre menti la possibilità che esistano cose al di là delle capacità umane, della ragione, della conoscenza. Ma quella possibilità è costantemente accompagnata dall'incertezza. Nel lavoro della Radcliffe, persino le cose più terrificanti finiscono con l'avere spiegazioni razionali e non sovrannaturali. Al contrario, in The Monk di Lewis, Satana stesso appare. L'incertezza che accompagna il Gotico è caratteristica di un mondo in cui il credo religioso ortodosso sta svanendo; esiste sia un interesse esagerato per il soprannaturale sia la costante possibilità che persino le cose più stupefacenti finiscano con l'essere spiegabili.

Questo dubbio intellettuale accompagna costantemente i più potenti affetti o emozioni che l'autore è in grado di invocare. Il filosofo e politico del XVIII secolo Edmund Burke nel suo A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful (1757) fece una vitale distinzione tra bello e sublime che ha modellato molto del pensiero moderno a proposito dell'arte. La bellezza, per Burke, è caratterizzata dall'ordine, dall'armonia e dalla proporzione. Le esperienze sublimi, invece - del tipo che otteniamo per esempio dall'essere in alta montagna durante una tempesta - sono eccessive, in esse incontriamo il potente, il terribile e il grandioso. Il Gotico, è chiaro, intende darci l'esperienza del sublime, per scioccarci fuori dai limiti della vita quotidiana con la possibilità di cose trascendenti la ragione e le spiegazioni, nella forma di personaggi grandiosi e terribili ed eventi profondi e inspiegabili.

Note

[1] Sigmund Freud, "The Uncanny", in The Standard Edition of the Complete Psychological Works of Sigmund Freud, Volume XVII (1917-1919): An Infantile Neurosis and Other Works (Londra: Hogarth, 1919), pp. 217-256 (p.219).

[2] Ann Radcliffe, On the Supernatural in Poetry, New Monthly Magazine, 16 (1826), 145-152 (p. 150).

Notizie sull'autore

John Bowen è professore di letteratura del XIX secolo alla University of York. La sua area di ricerca principale è la narrativa del XIX secolo, in particolare l'opera di Charles Dickens, ma ha anche scritto a proposito della narrativa e poesia moderna, come pure saggi sulla letteratura teorica.

Licenza del testo e altre informazioni di copyright

Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International, © John Bowen. Traduzione italiana © 2016, Gianluca Turconi.

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